martedì 22 dicembre 2009

La memoria di Alì



Le nostre vacanze sono finite...tutti sono tornati ai loro posti...marito a lavoro...pupo al nido...io e Alì a goderci la pace della nostra casetta (almeno fino al pomeriggio). 
I giorni frenetici prima della partenza sono alle spalle ma l'immagine di Alì dopo aver fiutato aria di partenza, quella, non potrò mai dimenticarla!...Non conosco i risvolti scientifici, psicologici o cinofili della cosa ma "umanamente" parlando Alì è entrato in una profonda crisi personale dopo aver visto le nostre valigie in bella mostra sull'uscio di casa il giorno prima della partenza. L'espressione felice e giocosa che generalmente lo caratterizza si è improvvisamente trasformata in panico totale: sguardo spento, aria passiva, orecchie basse, andatura trascinata! Inutili tutti gli sforzi di tirarlo su di morale "dai Alì vuoi venire con noi?" "Alì domani si parte". Il fiero rottweiler è rimasto impassibile,  mimetizzato nel suo mega cuscinone nero per tutto il pomeriggio. Si poteva incrociare solo lo sguardo afflitto dei suoi occhi che con aria sommessa sussurravano "portami con te"!. 


La mattina della partenza, ci sono voluti diversi incentivi per convincerlo ad entrare nel suo trasportino, ed è rimasto lì dentro, in piedi, per un bel pò prima di convincersi che avevamo fatto troppa strada per arrivare alla pensione!. Io sono convinta che si sia totalmente rilassato solo verso Roma!. Infatti è a quel punto che lo abbiamo realmente sentito russare!.


Alì ha sofferto di un forte stress pre-partenza e non certo dovuto alla euforia del viaggio ma motivato dalla personale convinzione che lo avremmo lasciato in pensione!. Certamente i sentimenti di un cane sono molteplici e le sfumature caratteriali sono tantissime ma non immaginavo si potesse stare così male all'idea di doversi separare dal proprio branco! Alì ha riconosciuto nella presenza delle valigie l'imminente separazione da noi. In un precedente post ho parlato della memoria dei cani definendola associativa, beh questo episodio ne è la prova evidente. Restando sul concetto della memoria e a sostegno del fatto che "i cani non dimenticano" vi racconterò un altro episodio di queste vacanze:  complice lo stress del viaggio Alì emanava un certo "odorino" così è stato necessario un "bagnetto". Alla toelettatura ha riconosciuto il suo veterinario e la persona che si occupava di "farlo bello" precipitandosi verso di loro e  leccandoli senza pudore, strofinandosi come un gatto e piangendo di gioia!. Ormai erano anni che non li vedeva, eppure non ha avuto esitazione ne diffidenza. Una scena straordinaria.
Allo stesso modo,  grazie alla sua "memoria",  ha ringhiato a mio zio, bloccandolo in un angolo. Lo zio "graziato" ha poi ammesso di aver maltrattato il cane quando era solo un batuffolo indisponente, a quanto pare dopo tre anni Alì non deve ancora aver digerito l'accaduto e appena ha potuto ha pensato bene di pareggiare i conti!. Ricordiamoci di trattare con i guanti anche i pelosi degli amici, prima o poi arriva per loro il momento della rivalsa!. Meglio se ci trovano simpatici insomma!


Siamo rientrati da pochi giorni, ed io e mio marito ci siamo accorti che la nostalgia degli amici e dei genitori lasciati lontano è un fatto solo nostro: i due "fratelli" (peloso e non) hanno accolto con gioia immensa il fatto di essere tornati, ristabilita la coalizione è ripartita la lotta alla distruzione di casa!: ci sono vecchie abitudini che proprio non si dimenticano, anche se è passato un anno ;-)







giovedì 17 dicembre 2009

Vi presento Alì, la vera anima dei cani "assassini"

L'episodio che è capitato domenica, di chiara discriminazione nei confronti del mio cane, solo perchè è un Rottweiler, mi ha lasciato un pò di amarezza. In quel momento combattuta tra la delusione e la rabbia ho reagito nell'unico modo che ritenevo giusto, urlare a tutti quali ingiustizie si debbano subire se a guinzaglio non porti un buffo bassotto ma un possente Rottweiler.
Adesso che la rabbia è sbollita faccio ancora per una volta uso, forse non per l'ultima, del blog per "fatti personali" e vi presento ufficialmente Alì, perchè possiate conoscerlo e capire come si vive con un Rottweiler di 50Kg  in una casa di 85mq!.


Alì, iscritto "per legge" alla famosa "lista nera" dei cani pericolosi, ora per l'ordinanza Martini è solo un grosso cane nero, per alcune persone (non tutti per fortuna) costituisce la "causa" del loro "cambio di traiettoria"!.


Alì non ha un carattere semplice come è frequente per questa razza, ovviamente il suo pelo non ha il frisée, i suoi denti sono visibili ad un metro e le sue mandibole ..beh lasciamo stare. Eppure Alì è convinto di essere un bassotto, mi era già capitato con l'alano che voleva a tutti i costi entrare nella cuccia di un volpino, ma un Rottweiler, è una delusione, dovrebbe conoscere la sua fama di "mangiauomini" e comportarsi bene! Invece no alla prima sgridata scappa nei posti più angusti o cerca riparo e difesa dietro mio figlio di due anni che ovviamente "lecchino" com'è,  pur di chiedere una caramella come premio, si gira e ci pensa lui a "punirlo per la malefatta". Nonostante la sua indole dolcissima, Alì è un cane. Noi, col tempo, abbiamo imparato a rispettare la sua natura e questo ci ha reso, spero, dei buoni padroni. Non è una cosa semplice crescere un molosso, sono cani testardi, forti, impetuosi, richiedono un certo polso e tanto impegno, però la parola "molosso" la dice lunga su quello che hanno da offrire in cambio, tutto è enorme, duplicato come la loro stazza, anche l'amore e la fedeltà alla loro famiglia.


Alì ha due anni e mezzo, ne compirà tre il prossimo febbraio. La data di nascita è solo approssimativa poichè non la conosciamo con esattezza. Lui proviene da un allevamento amatoriale, comprato per fare la guardia in un terreno. E' arrivato a casa mia e di mio marito casualmente, era troppo piccolo per starsene al freddo e così il suo proprietario accettò che lo tenessimo per un mese in attesa della primavera.
Alì non è più andato via, ero incinta e ho usato la mia pancia come arma di ricatto per tenermi il cane. Non accettavo l'idea che quel musetto dolcissimo finisse solo ed abbandonato se non avesse manifestato l'aggressività che gli veniva richiesta per il  solo fatto di essere un Rottweiler.
Sono passati quasi tre anni ormai, mio figlio ne ha già due. Entrambi convivono sotto lo stesso tetto in modo felice, ad eccezione delle volte in cui l'uno si rifiuta di giocare con l'altro e si passa allo scontro fisico...inutile dire chi ne esce sempre vincitore. Il mio bambino conosce il suo cane, non sa che la gente quando passeggiamo insieme si gira a guardarci, a volte ci chiamano pazzi,  per il mio bambino si tratta solo del suo "Cae", il suo compagno di vita, un amico fedele, la sua personale guardia del corpo, il suo peluche vero, a volte lo stringe talmente tanto da fargli mancare il fiato e gli sussurra in un orecchio "Alì tanto tanto così" che tradotto vuol dire "Alì ti amo". Alì non parla, lo guarda, si lascia accarezzare e poi slap...ricambia con un bacio dato a modo suo.

Ritratto di Alì - Rottweiler - Razza Pericolosa secondo l'opinione pubblica ed i media









martedì 15 dicembre 2009

12000 cuccioli in regalo sotto gli alberi di Natale


E' di stamattina la notizia diffusa dall'ANSA che per questo Natale sotto l'albero degli italiani ci saranno 12.000 cani dono e 3000 gatti. Secondo l'AIDAA (Associazione italiana difesa animali e ambiente) aumenteranno anche del 35% le adozioni responsabili, grazie al mese di prova previsto per gli affidatari del peloso per essere sicuri della scelta, una sorta di "diritto di recesso". Si tratta in alcuni casi di una condizione posta dai canili per l'adozione di un meticcio. Tutto questo dovrebbe scongiurare il rischio di abbandono nel periodo estivo, quando il batuffolo è diventato un peloso fastidioso!. Le razze di cani più adottate dalle famiglie italiane sono nel 60% dei casi cani meticci di piccola e media taglia, aumentano anche le razze "buone" pastori, labrador, dalmata e cocker mentre diminuiscono le adozioni di taglia grande appartenenti alle razze della ex lista nera, di cui si registra un aumento dei casi di abbandono e la cui responsabilità è tutta dei media che con il loro terrorismo psicologico sono riusciti ad evidenziare solo i casi negativi relativi ad alcun razze. 
L'adozione responsabile sta dando buoni risultati al centro-nord mentre si registra un peggioramento nel sud italia.
Che dire, auguriamoci ancora che chi è in procinto di adottare un cucciolo, randagio o di razza lo faccia con consapevolezza. Se ancora avete qualche dubbio, rimandate il regalo a Pasqua....magari nel frattempo informatevi il più possibile su cosa implica avere la responsabilità di un altro essere vivente completamente dipendente dal suo padrone.



Fonte:Ansa
Approfondimenti: Cuccioli a Natale